FISCHER, IL CAMPIONE INDISCIPLINATO

fischer - korchnoi


di Giulio Simeone

Roma, domenica 25 novembre 2018


L’americano Robert James Fischer, campione del mondo di scacchi nel 1972, avrà avuto anche una condotta di gioco più spavalda dei campioni attuali, ma aveva un carattere estremamente infantile, capriccioso e indisciplinato. Nel corso dell’ Interzonale che ha avuto luogo nel 1967 a Sousse superò veramente se stesso. Fin dall’inizio cominciò a subissare organizzatori e arbitri del torneo con richieste particolari; all’inizio queste vennero in buona parte soddisfatte, ma poi divennero insostenibili e ai primi “no” Fischer cominciò a fare le bizze, mettendo in atto comportamenti francamente inaccettabili e sconvolgendo lo svolgimento del torneo. In quest’articolo sintetizzeremo l’accaduto, basandoci soprattutto sul racconto che ha fatto Svetozar Gligoric sul sito di Europe Echecs.

Calendario del torneo stravolto

Inizialmente l’organizzazione del torneo fece veramente di tutto per venire incontro alle pretese dell’eccentrico americano: Fischer faceva parte di una strana setta religiosa che prevedeva il riposo quasi un giorno si e un giorno no, e chiese ed ottenne di anticipare/posticipare le partite che erano in programma in quei giorni stravolgendo così lo svolgimento del torneo. Inoltre non era mai soddisfatto della sua collocazione in sala di gioco, a causa dell’illuminazione, del rumore, ecc., e durante le partite chiese parecchie volte di cambiare tavolo di gioco, costringendo anche i suoi avversari di turno a spostarsi.

Fischer si arrabbia e dà ripetutamente forfait

Ai giorni nostri tali pretese non sarebbero neanche lontanamente concepibili in nessuna parte del mondo, credo. Ma per mostrare la sua riconoscenza, Fischer protesta in modo vivace perché gli era stato imposto di giocare in sei giorni consecutivi, cosa che con tutti quei giorni di riposo per motivi religiosi era inevitabile. Quindi non si presenta alla partita contro Gipsils, e poi sii arrabbia perché non gli viene consentito di recuperare tale partita; poi si presenta alla partita con Reshevsky a un minuto dallo scadere del tempo e per altro vincendo e mandando su tutte le furie quest’ultimo; poi continua a protestare e non si presenta neanche a due partite successive, autoestromettendosi così dal torneo per aver dato tre forfait. Un torneo nel quale, in 10 partite effettivamente giocate aveva fatto 8,5 punti.

“Arbitro, ferma gli orologi, che sto arrivando …”

Il picco del suo comportamento infantile lo raggiunge, quando a dieci minuti dallo scadere dell’ora che avrebbe decretato il suo terzo forfait, viene preso dai rimorsi e telefona all’arbitro “Guarda, ci ho ripensato, voglio giocare. Io mi trovo a Tunisi, a 140 Km da qua. Adesso con calma arrivo, tu ferma gli orologi per tre orette, calcola anche il tempo necessario affinché io possa prendere un caffè”. Queste parole sono immaginarie, ma il senso, e le distanze, erano quelle. E il bello è che gli organizzatori erano propensi ancora una volta ad accondiscendere, ma l’avversario di Fischer, Bent Larsen, si rifiutò di fermare gli orologi, e il torneo di Fischer si concluse qui.

Un campione non può comportarsi così

Che dire? Sicuramente in questo frangente Fischer si comportò come un bambino viziato, che crede che tutto il mondo ruota intorno a lui, e che tutti stanno al suo servizio, Colpa anche dell’organizzazione: so per esperienza che quando si organizza un torneo con troppa flessibilità ed accondiscendenza, i più indisciplinati se ne approfittano e fanno il diavolo a quattro. Io l’avrei buttato fuori dal torneo in malo modo molto prima che si autoestromettesse, e radiato da tutte le competizioni per almeno due anni: ad una persona con questo stile di comportamento, a prescindere dalla sua forza di gioco, non doveva essere consentito di raggiungere i massimi livelli mondiali.

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Giulio Simeone

Informazioni su Giulio Simeone

Giulio Simeone is a web journalist based in Rome, Italy. He graduated in Mathematical Sciences in 2002, then he worked several years as a software developer and later, around 2010, began to turn his efforts to journalism. Now he writes for the web magazines www.sociale.it and www.socialplace.it, that are published by the company he works for. He speaks fluent Italian, English, and Spanish, his e-mail address is [email protected]

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