PARTIRE IN CARROZZINA DA SANTA MARINELLA STAZIONE, ORA È POSSIBILE

di Giulio Simeone

sabato 16 ottobre 2021


Alla fine, la mia piccola battaglia per transitare dalla stazione di Santa Marinella con la mia carrozzina elettrica ha avuto successo. All’ inizio ci era sembrata una cosa semplice, visto che il servizio di assistenza alle persone disabili nelle stazioni italiane è in generale più che buono, che la stazione di Santa Marinella risulta sostanzialmente accessibile alle carrozzine e che, addirittura, molti dei treni che passano da Santa Marinella sono dotati di una pedana retrattile che consente la salita/discesa delle carrozzine. Tuttavia, decisamente non è andato tutto liscio come ci si poteva aspettare: nel proseguio di quest’articolo racconterò tutte le vicissitudini alle quali siamo andati incontro prima di avere il definitivo via libera per utilizzare tale stazione.

Primo viaggio, operatori disponibili e tutto OK

Per chiedere assistenza nelle stazioni di Roma e del Lazio ci si rivolge via mail oppure telefono alla Sala Blu di Roma, un ufficio che si trova alla stazione Termini. La prima volta che ho chiesto assistenza nella stazione di Santa Marinella è stata nel settembre 2019 in un’ occasione non allegra: io e la mia ragazza dovevamo andare a Roma per presenziare al funerale di mia nonna, scomparsa a 96 anni. La Sala Blu ha accordato regolarmente l’ assistenza, al momento della nostra salita sul treno il capotreno ha estratto, per la verità con qualche difficoltà, la pedana retrattile incorporata nel treno, e io sono salito regolarmente a bordo. A Roma Ostiense gli assistenti mi hanno fatto scendere dal treno con un carrello elevatore. Tutto liscio e semplice in questa occasione dunque, ma purtroppo non in quelle successive.

Secondo viaggio, operatori scettici ma noi saliamo lo stesso

Le traversìe cominciano appena pochi giorni dopo, quando, fiduciosi nell’ apparente efficienza del servizio, ne facciamo un’ altra volta richiesta, questa volta diretti ad Arco, in Trentino. Questa volta l’ operatore della Sala Blu di Roma, che evidentemente era diverso da quello che aveva accordato l’ assistenza pochi giorni prima, mi risponde via mail che “nella stazione di Santa Marinella non vi è assistenza“. Dopo altri contatti con la sala Blu la mattina del 3 ottobre finisce che alla stazione di Santa Marinella la capotreno è molto restìa a farci salire; io questa volta sono affiancato da ben due persone che, unendo le forze, riescono a sollevare la mia carrozzina, senza di me sopra perché ero temporaneamente sceso, e a farla salire sul treno. Dunque operatori diversi, disponibilità molto diversa.

Molti mesi dopo, sempre scetticismo e dinieghi …

Poi è venuto il periodo delle restrizioni e ciò, insieme ad alcune vicende personali, mi ha portato a non fare uso del treno per più di un anno. Richiediamo l’ assistenza per andare a Roma un paio di volte nel gennaio – febbraio 2021 e la musica è la stessa di sedici mesi prima, tra operatori collaborativi e possibilisti e altri operatori addirittura spaventati, come una capotreno che ci ha congedato dicendoci: “Avete fatto una cosa molto pericolosa!“. Fino a ricevere un chiaro diniego a fare il viaggio in treno nel maggio 2021, sempre con la poco solida motivazione che nella stazione di Santa Marinella non vi era assistenza. In effetti tale stazione non fa parte del circuito di stazioni che prevedono l’ assistenza alle persone disabili, ma in primo luogo io e la mia ragazza, come facevo notare alla Sala Blu in ogni mail che scrivevo, ce le eravamo cavata senza assistenza in varie occasioni, in secondo luogo avrebbero potuto benissimo inviarci un assistente da un’ altra stazione, soprattutto quella vicinissima di Civitavecchia.

La mia protesta coglie nel segno

Di fronte a questo diniego, io scrivo una lettera di protesta, inizialmente molto garbata, portando avanti tutte le ragioni anzidette. Non ricevo risposta, allora un paio di settimane dopo scrivo una lettera dai toni molto più duri dove parlo anche di “discriminazione” per non ritenerci in grado e per vietarci di salire sul treno con i nostri propri mezzi, che comprendevano anche il chiedere aiuto ad altri passeggeri per sollevare la carrozzina sul treno. Invece che aiutare i disabili dove hanno difficoltà, che si fa, li si ostacola dove in qualche modo riescono? Tale lettera è molto efficace, perché dopo pochi giorni mi arriva una lettera molto cortese da parte di un dirigente della RFI, Matteo Primizia, che autorizza l’ assistenza con “pratica dispari”, ovvero con l’ assistenza fornita soltanto nella stazione di partenza/arrivo, e non in quella di Santa Marinella. Ciò stabilisce finalmente una regola univoca per i viaggi da Santa Marinella, e nei mesi estivi la Sala Blu autorizza senza batter ciglio vari viaggi da Santa Marinella a Roma Ostiense, che io e la mia ragazza effettuiamo per motivi di lavoro.

Finalmente, assistenti in nostro soccorso da Roma!!

Sicuramente un grande progresso, ma i viaggi che abbiamo fatto a luglio, agosto ed inizio settembre sono stati ancora un po’ laboriosi: infatti alla partenza da Santa Marinella la mia ragazza, sia pure aiutata dal capotreno oppure da altri passeggeri, ha dovuto fare la sua parte nel sollevare la carrozzina sul treno, facendo un po’ di fatica. Ma finalmente, in occasione di un viaggio molto breve che abbiamo fatto il 25 settembre per partecipare a una manifestazione dedicata allo sport a Civitavecchia, si è rasentata la perfezione. Infatti, sul treno che abbiamo preso da Santa Marinella abbiamo trovato ciò che auspicavamo da tempo: un assistente proveniente da una stazione romana che ha pensato lui a far salire la carrozzina sul treno. Al ritorno, la scena si è ripetuta con ben due assistenti provenienti da Roma Ostiense, a noi già noti, che ci sono venuti incontro alla stazione di Civitavecchia.

Insistere per avere assistenza anche nelle stazioni piccole

Indubbiamente, il servizio di assistenza di Trenitalia nelle 330 stazioni che la prevedono esplicitamente, elencate in questa pagina del sito della RFI, è molto efficiente  come ho avuto modo di constatare in almeno un ventennio di viaggi. Però da quando nel 2009 alla stazione di Senigallia mi hanno detto che erano impossibilitati ad aiutarmi, mi sono chiesto perché con un minimo di buona organizzazione il servizio non potesse essere esteso anche alle restanti stazioni, quanto meno alle stazioni con buone caratteristiche di accessibilità come quella di Santa Marinella. Abbiamo visto che per quanto mi ci sia dovuto mettere di punta, per quanto abbia dovuto inoltrare ripetuti reclami, alla fine questa buona organizzazione sono riuscito a ottenerla. Auspico che questa mia vicenda serva di stimolo a Trenitalia a predisporre, quando necessario, il servizio di assistenza anche in altre piccole stazioni. Certo i disabili che hanno necessità di tale servizio devono reclamare i loro diritti con convinzione e persistenza, come ho fatto io.

Giulio Simeone

Pubblicato da Giulio Simeone

Giulio Simeone is a web journalist based in Rome, Italy. He graduated in Mathematical Sciences in 2002, then he worked several years as a software developer and later, around 2010, began to turn his efforts to journalism. Now he writes for the web magazines www.sociale.it and www.socialplace.it, that are published by the company he works for. He speaks fluent Italian, English, and Spanish, his e-mail address is [email protected]

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