FRONTIERE EXTRA-UE, LE DECISIONI RAZZISTE DEL GOVERNO ITALIANO

di Giulio Simeone

Purtroppo, c’era da aspettarselo che ci saremmo arrivati. Adesso le norme del governo italiano per gestire l’ “emergenza” coronavirus hanno assunto anche carattere razzista. Chi è africano, arabo, asiatico, australiano, ecc. viene ritenuto a priori più contagioso di chi è europeo, totalmente a prescindere da quello che ha fatto il suo governo di appartenenza per combattere l’ epidemia. Da oggi 1 luglio 1′ Unione Europea riapre completamente le proprie frontiere a 14 paesi ad essa esterni, selezionati per la buona gestione dell’ epidemia, e presto le riaprirà a molti altri. Questi paesi sono: Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia e Uruguay.

Si può discutere sull’ inserimento di alcune nazioni piuttosto che di altre, l’ Italia in ogni caso mostra una diffidenza totale, e, stando alle dichiarazioni del ministro della Salute Speranza, costringerà i cittadini che arrivano da tali paesi a 14 giorni di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario. La maggioranza di essi, giustamente, rinuncerà. Ricordiamo che ormai da qualche settimana, l’ ingresso in Italia dalla maggior parte dei paesi europei, compresi la Svezia che ha tra i 1000 e 2000 contagi al giorno su 10 milioni di abitanti, il Regno Unito, il Belgio, ecc. , è completamente libero. Chi arriva dalla Nuova Zelanda, paese che ha 22 casi attivi,  oppure dalla Tunisia, 93 casi attivi, oppure dall’ Uruguay, 85 casi attivi, sarà costretto a due settimane di quarantena in spregio totale a qualsiasi logica.

Con le sue dichiarazioni, il ministro della Salute Speranza, che, lo ricordiamo, non è laureato nè in Medicina nè in nessuna materia scientifica, dimostra di non tenere assolutamente conto di nessun dato sull’ andamento dell’ epidemia, ma di basarsi soltanto su criteri razziali. Infatti ha fatto la seguente dichiarazione: “Abbiamo bisogno di dire alle persone che ripristiniamo l’apertura delle frontiere, e ci mancherebbe – ha aggiunto Speranza – ma chi viene dai paesi a rischio, extra Schengen, deve fare 14 giorni di quarantena. Non possiamo permetterci un’altra ondata di contaminazione“.  (fonte: www.ilquotidiano.net). Nella mente del ministro, cioè, il rischio è identificato con la non appartenenza all’ area Schengen.

Osservate che non è soltanto il fatto di negare l’ accesso al territorio a persone che vi potrebbero entrare senza rischi, ma anche di compiere l’errore opposto mettendo in notevole pericolo l’ Italia stessa, visto che contemporaneamente si sta autorizzando l’ ingresso completamente libero da paesi ancora in piena emergenza. Dentro il territorio italiano, dove quasi ovunque i contagi tendono a zero, si costringono i cittadini a sottostare a misure ormai in buona parte inutili; però si autorizza l’ ingresso da un paese come la Svezia dove ogni giorno purtroppo viene contagiato un cittadino su 5000 – 10000.  Se veramente in autunno verrà la seconda ondata, sappiamo chi ringraziare: questo succede quando per prendere le decisioni si utilizzano criteri razzisti, e non criteri scientifici.

Speranza ha dichiarato anche che per rimuovere distanziamento e mascherine occorrerà aspettare il vaccino, che a settembre occorrerà tormentare bambini e ragazzi con misure molto severe: insomma, siamo sempre più vittima di un regime che tende all’ autoritarismo e adesso anche alla discriminazione razziale. Concludo esprimendo la speranza – con la minuscola 🙂 – che anche le Nazioni Unite e la stessa Unione Europea, visto che si stanno andando sempre più a ledere principi di libertà e di uguaglianza, ci daranno una mano a liberarci di questo governo, i cui componenti assomigliano sempre di più ad alieni con la mascherina sbarcati sulla terra per dominarci e per toglierci le libertà.

 

 

Giulio Simeone

Pubblicato da Giulio Simeone

Giulio Simeone is a web journalist based in Rome, Italy. He graduated in Mathematical Sciences in 2002, then he worked several years as a software developer and later, around 2010, began to turn his efforts to journalism. Now he writes for the web magazines www.sociale.it and www.socialplace.it, that are published by the company he works for. He speaks fluent Italian, English, and Spanish, his e-mail address is [email protected]

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